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RISTRUTTURAZIONE DELL’EX MANIFATTURA TABACCHI CONVERTITA A NUOVA SEDE DI UFFICI GIUDIZIARI DI VENEZIA

L’intervento riguarda la realizzazione del nuovo tribunale civile di Venezia. L’intervento riguarda 5 edifici denominati 9, 10,11, 14 e 15, per i quali sono previste delle migliorie funzionali al complesso per adeguare la soluzione progettuale alle necessità istituzionali di un tribunale. L’edificio 9 verrà adibito a Bar/Ristorazione mentre gli altri stabili da recuperare andranno a ospitare gli uffici giudiziari secondo una distribuzione prevalentemente “orizzontale” delle diverse funzioni del tribunale, che vede quindi ciascun settore svilupparsi in un unico piano, trasversalmente lungo i tre edifici 10-11-14. È così che le cancellerie al primo piano vengono organizzate al piano terra, i servizi amministrativi, la volontarietà giurisdizionale ed altre cancellerie al primo piano, i magistrati al 2°piano, mentre al 3° vengono ricavati ulteriori spazi tecnologici. Sono presenti locali da destinarsi ad Archivi con armadiature compattabili. Trattandosi di un edificio originariamente a destinazione industriale, i solai presenti nella manifattura Tabacchi risultano per lo più adeguatamente dimensionati e robusti per sostenere i carichi verticali previsti dalle normative vigenti e quindi possono essere in larga parte mantenuti. Alcuni elementi, in particolare le travi secondare di piano ed alcuni telai in calcestruzzo nell’edificio 10, risultavano fortemente ammalorati a causa del lungo periodo di inutilizzo degli immobili. Per tali elementi si è prevista la rimozione e la sostituzione con porzioni di solaio in struttura leggera ma rigida, ovvero acciaio integrato con soletta in calcestruzzo alleggerito. Le problematiche principali riscontrate son invece relative agli elementi verticali ed alle sollecitazioni sismiche. Tutti gli edifici hanno pareti perimetrali in muratura a mattoni pieni con spessore variabile da sei a due teste. Internamente, vi sono colonne snelle in ghisa o, pilastri in calcestruzzo. L’analisi effettuata, pur in campo plastico, ha evidenziato evidenti carenze nella resistenza di pressoché tutti gli elementi verticali.
La razio dell’intervento pertanto è stata quella di giungere ad un adeguamento sismico, ma nel contempo di non andare ad intervenire in maniera invasiva o irreversibile sugli elementi portanti esistenti, in particolare le murature in mattoni pieni e soprattutto le colonne in ghisa, che di fatto rappresentano l’elemento strutturale maggiormente caratterizzante dal punto di vista estetico della struttura. Si è quindi optato per l’inserimento di nuovi elementi sismo resistenti, costituiti da telai metallici interni e nuclei in calcestruzzo, che consentano di “sgravare” le murature e le colonne esistenti.