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NUOVO POLO UNIVERSITARIO SANTA MARTA A VERONA

L’intervento di restauro dello stabilimento di Santa Marta a Verona si presenta come un’opera straordinaria premiata con la Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana 2015 all’Architetto Massimo Carmassi, che ha curato la sua conversione in campus universitario, fondendo una forte componente di recupero delle strutture e degli spazi esistenti con una progettualità contemporanea e innovativa.

Al fianco del grande Architetto, è stata incaricata la STEAM per portare avanti i concept ideologici anche in ambito impiantistico. STEAM,  in prima battuta, ha condotto numerose analisi dettagliate per capire cosa si potesse o meno recuperare degli impianti presenti. La conclusione è stata che, la mutata destinazione d’uso che il progetto prevede per quegli spazi, che impone livelli qualitativi più elevati di quelli esistenti e la normativa impiantistica vigente, che prescrive restrizioni ed accorgimenti innovativi, non ha permesso il riuso degli attuali impianti.

Il progetto inoltre, fin dall’inizio, è sempre stato caratterizzato da una volontà di contenimento dei consumi energetici. L’edificio infatti è dotato di un moderno impianto geotermico per l’utilizzo delle energie rinnovabili così da produrre il fluido termico caldo e freddo, di riscaldamento e raffrescamento con potenza totale di circa 550Kwatt. Gli impianti in generale sono stati sia delocalizzati per la produzione di energia, sia raggruppati in un polo tecnologico esclusivo al centro del Silos.